ovvero solo la razionalità può dominare le emozioni
Vi è mai capitato di sentire il vostro capo urlare per un lavoro fatto in un modo diverso rispetto a quello che lui si aspettava? Oppure avete mai sentito una madre, forse proprio la vostra, urlare per fermare il bambino che, rincorrendo la palla, stava per finire in una strada trafficata?
In entrambi i casi la persona urla, quindi esprime l’emozione che sta vivendo in quel momento, gridando, anche se il motore delle due situazioni descritte è molto diverso.
Nel primo caso l’emozione che smuove il capo ad urlare è la rabbia mentre nel secondo la mamma urla perché ha paura che al suo bambino succeda qualcosa.
Qual è la funzione delle emozioni?
Da sempre le emozioni aiutano l’essere umano, ed altri animali, a sopravvivere.
Pensate a quando eravamo cavernicoli e vivevamo nelle grotte e per procuraci il cibo avevamo bisogno di evitare di diventare cibo a nostra volta: la paura di incontrare un predatore feroce, ci faceva stare in allerta e la rabbia ci permetteva di combattere contro animali o altri uomini per portare a casa il pasto.
Ascoltare, saper individuare e gestire, di conseguenza, le emozioni che sentiamo, ci ha permesso di sopravvivere, come specie umana e di arrivare fino ai giorni nostri.
“Ma non viviamo più nelle caverne e ci siamo differenziati dagli animali grazie alla razionalità”
Cosa intendiamo con il termine “razionalità”?
L’intelletto, le capacità cognitive superiori risiedono nella neo corteccia, ovvero la parte del cervello più superficiale e più “giovane” dal punto di vista evolutivo, che ci permette di fare ragionamenti complessi come, ad esempio, trovare soluzioni a dei problemi, pianificare di fare qualcosa, il percepire ciò che ci circonda ed anche ciò che avviene dentro di noi, di comunicare e più in generale potremmo dire di ragionare.
Visto che la razionalità è la “facoltà propria degli esseri dotati di ragione” (cit. treccani https://www.treccani.it/ vocabolario/ricerca/ razionalita/) ecco che saper ragionare sembra lo strumento principe per poter scegliere in maniera efficace.
“Non è possibile! Io so sempre cos’è meglio fare e non mi faccio certo influenzare dalle emozioni!”
Purtroppo non possiamo sapere il tono con cui il nostro amico razionale dice la frase scritta sopra ma si potrebbe immaginare che nel suo – non è possibile! – ci sia una quantità di stizza, fastidio e anch’esse sono emozioni.
Nel prendere decisioni, quanto siamo influenzati dalle emozioni?
Herbert A. Simon, economista, psicologo e informatico americano, ha condotto degli studi per determinare cosa avviene quando bisogna prendere una decisione. Ciò che scoprì fu che la scelta è fortemente condizionata dalla percezione del rischio, dalle conseguenze e dalle esperienze passate della persona, la quale più che cercare la soluzione ottimale, cerca una soluzione soddisfacente.
La soddisfazione è un’emozione di appagamento di un nostro bisogno, di un desiderio o della realizzazione di un nostro obiettivo.
Purtroppo non possiamo sapere il tono con cui il nostro amico razionale dice la frase scritta sopra ma si potrebbe immaginare che nel suo – non è possibile! – ci sia una quantità di stizza, fastidio e anch’esse sono emozioni.
Avete mai visto il film d’animazione Pixar “Inside – Out”?
No? Guardatelo!
Si? Riguardatelo!
Questo cartone animato ci descrive le emozioni che prova Raily, una dodicenne che si trasferisce, con i propri genitori, dal Minnesota a San Francisco. Nel film si può vedere che le emozioni sono innate, cioè le possediamo fin dalla nascita e si esprimono con rapidità, cambiando la nostra fisiologia: accelerando il battito cardiaco o facendoci sudare le mani ad esempio.
Quando pensiamo al perché ci sentiamo in un certo modo quindi andiamo ad analizzare l’emozione che abbiamo provato, ecco che mettiamo in campo la nostra parte razionale, i lobi frontali del cervello e possiamo trasformare le emozioni in sentimenti.
Quindi la razionalità non è un interruttore delle emozioni?
Anzi la razionalità è il supporto necessario per poter comprendere l’intensità e la velocità delle nostre emozioni così da poterle prima riconoscere e poi gestire.
Spesso chi si definisce “molto razionale” ha poca dimestichezza con il riconoscimento delle proprie emozioni e di quelle altrui, cercando di focalizzare la propria attenzione nell’analizzare le situazioni e nell’utilizzare i ragionamenti con speranza che il passare del tempo affievolisca ciò che prova.
Eccellente strategia, quando non sfocia nel continuo rimuginare su ciò che è successo e che non può più essere modificato.
In conclusione, la razionalità e le emozioni non sono in competizione tra loro tantomeno nemiche bensì caratteristiche fondamentali dell’essere umano che collaborano costantemente per farci sopravvivere e migliorare la qualità delle scelte che quotidianamente facciamo.
Per poter raggiungere i nostri obiettivi, che siano lavorativi o personali, dobbiamo però conoscere noi stessi, riconoscere le nostre emozioni e, attraverso il nostro intelletto, imparare a gestirle così da avere un alleato fidato sempre con noi.

